
Aprire una Partita IVA non significa semplicemente presentare una pratica all’Agenzia delle Entrate.
Prima di iniziare un’attività è importante conoscere tutti i costi che dovranno essere sostenuti: imposte, contributi previdenziali, eventuali costi amministrativi, contabilità e consulenza professionale.
Quanto costa aprire una Partita IVA?
L’apertura della Partita IVA, quando effettuata direttamente attraverso le procedure previste, non comporta necessariamente un costo fiscale.
Il vero costo da considerare è però quello complessivo di avvio e gestione dell’attività.
Occorre infatti verificare:
- codice ATECO;
- regime fiscale;
- posizione INPS;
- eventuale iscrizione alla Camera di Commercio;
- eventuale INAIL;
- SCIA e autorizzazioni;
- contabilità;
- fatturazione;
- dichiarazioni fiscali.
Il codice ATECO
La scelta del codice ATECO non dovrebbe essere effettuata semplicemente cercando il codice “più conveniente”.
Il codice deve descrivere correttamente l’attività esercitata.
Dal 2025 è in vigore la classificazione ATECO 2025, adottata operativamente dal 1° aprile 2025. Istat ha inoltre pubblicato un aggiornamento delle tavole di raccordo nel luglio 2026.
Le imposte
Il livello di tassazione dipende principalmente dal regime fiscale.
Nel regime forfettario il reddito viene determinato applicando il coefficiente di redditività previsto per l’attività.
Nel regime ordinario, invece, la determinazione del reddito segue regole differenti e i costi possono assumere un ruolo molto più rilevante.
I contributi previdenziali
Anche i contributi devono essere considerati nella pianificazione.
La contribuzione varia in base al tipo di attività e alla gestione previdenziale applicabile.
Per questo motivo due persone che fatturano lo stesso importo possono avere un carico complessivo molto diverso.
Quanto costa il commercialista?
Non esiste un prezzo universale.
Il costo dipende dalla complessità dell’attività e dal livello di assistenza richiesto.
Un professionista con poche fatture e una situazione semplice avrà esigenze differenti rispetto a un commerciante, a un e-commerce o a una società.
È quindi preferibile confrontare i servizi compresi nel preventivo, non soltanto il prezzo.
Un esempio concreto
Immaginiamo un professionista che preveda di incassare 40.000 euro.
Per capire quanto realmente gli rimarrà non è sufficiente sottrarre le tasse.
Dovrà considerare:
ricavi – costi dell’attività – contributi – imposte = disponibilità effettiva.
Questa analisi dovrebbe essere effettuata prima dell’apertura della Partita IVA.
Aprire una Partita IVA a Roma
A Roma, per determinate attività, l’apertura può richiedere ulteriori adempimenti amministrativi.
Commercio, somministrazione, attività artigianali e numerose attività rivolte al pubblico possono richiedere pratiche presso il SUAP e ulteriori verifiche.
Per questo motivo è opportuno analizzare preventivamente l’attività che si intende svolgere.
Conclusione
Il costo di una Partita IVA non è rappresentato da una singola voce.
È il risultato dell’insieme di imposte, contributi, adempimenti e costi di gestione.
Una corretta pianificazione prima dell’apertura permette di evitare sorprese e di scegliere consapevolmente il regime fiscale e previdenziale.
Stai pensando di aprire una Partita IVA a Roma? Prima di iniziare, valuta con un professionista costi, regime fiscale e adempimenti necessari.
